Il consumismo e i rapporti relazionali

da | Ago 26, 2022

Il consumismo nasce negli anni 50, dopo secoli di “cultura contadina” che considerava il risparmio un vero valore morale, mentre lo spreco era visto quasi come un peccato religioso, nei maggiori centri urbani degli Stati occidentali, cominciò ad imporsi un nuovo modello culturale consumistico definito “Homo consumens”.

Da allora ad oggi questo fenomeno si è trasformato in un esigenza giustificata, vi è mai capitato di chiedere un pezzi di ricambio per un apparecchio elettronico e sentirvi dire che costerebbe meno se lo comprassi nuovo? Questa è una delle aberrazioni del consumismo contemporaneo. Questo business ha influito anche sul management della moda andando ad imporre il consumo di un prodotto di breve durata stilistica. Oggi, in teoria, si sta capovolgendo questo concetto nel senso che l’orientamento di pensiero negli acquisti è verso un prodotto di maggiore durata, sia per la qualità che per la sua impronta stilistica. Ma fino a che punto? La moda contribuisce alla soddisfazione dei bisogni, è anche un fenomeno psicologico perché una persona adulta soddisfa i propri bisogni in modo consapevole è conscio della sua tipologia ed intensità, dell’oggetto in sé, di come soddisfare il bisogno ed infine, delle conseguenze della sua soddisfazione. La ricerca di provare nuove emozioni che fino a ieri davano vita a nuovi entusiasmi non è scomparsa all’improvviso perché, non dovendo pensare ai beni di prima necessità, la nostra mente si orienta verso quel piacere di cui non ne possiamo fare più a meno, ossia il possedere una novità.

Quanto influisce il consumismo sulla sfera relazionale?

Come dice Stefano Rasponi “ l’uomo è nato per consumare le cose e amare le persone e invece ama le cose e usa le persone”.

Le nostre relazioni diventano sempre meno importanti e sempre più corte. I motivi potrebbero essere molti ma sicuramente risiedono, almeno in parte, nella società che è cambiata drasticamente rispetto al passato quando le cose si aggiustavano e non si buttavano via alla prima crepa.

Viviamo in una società veloce, in cui i cambiamenti sono all’ordine del giorno e l’insicurezza del futuro è tanta. Forse per questo tendiamo a pensare che è meglio vivere alla giornata, sfruttando quanto abbiamo in maniera egoistica. Sostanzialmente all’interno delle relazioni non ci interessa più la persona quanto quello che può darci. Quindi la guardiamo principalmente sotto un’ottica utilitaristica. Forse il consiglio più utile è quello di concentrarsi su poche, ma buone, relazioni, approfondirle e godere di queste mostrandosi agli altri per chi davvero si è, nel bene e nel male e così dovrebbe essere negli acquisti, pochi ma buoni, prodotti che soddisfano la nostra fiducia e ad cui possiamo affezionarci.

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