Dietro le quinte di sfilate, casting pubblicitari e concorsi di bellezza per bambini si cela spesso un mondo illusorio, in cui l’estetica diventa un valore assoluto e il piacere agli altri l’unico obiettivo da raggiungere. Pur esistendo realtà serie e attente al benessere dei minori, molti contesti mostrano dinamiche profondamente problematiche.
Basta una semplice ricerca online per imbattersi in immagini di bambine e bambini molto piccoli, ritratti con sguardi e pose studiate per attrarre il pubblico, avviati precocemente verso un processo di adultizzazione che rappresenta una vera violazione dell’infanzia. Anticipare l’ingresso in un mondo adulto, dominato dal culto dell’apparenza, significa bruciare tappe fondamentali per una crescita sana, con il rischio di generare disagi che emergeranno nel tempo.
In età così precoce, infatti, non si possiedono ancora gli strumenti per interpretare correttamente la realtà. Esporre un bambino all’ambiente della moda può portarlo a identificare la bellezza estetica come valore primario e a considerare il compiacere gli altri come unica via per la felicità e l’accettazione.
A questo si aggiungono pratiche discutibili: eventi che durano molte ore, spesso fino a tarda sera, durante i quali alcune madri somministrano alle figlie bevande contenenti caffeina, zucchero o energy drink per mantenerle sveglie. Non mancano poi espedienti estetici come denti finti temporanei “flipper”, ciglia finte, extension, lenti colorate, fino a casi estremi di interventi invasivi come il botox, che suscitano sorprendentemente poche reazioni critiche.
Il quadro che emerge è quello di genitori adulti ma non maturi, spesso madri che proiettano sui figli ambizioni personali legate a visibilità, successo e riconoscibilità, valori secondari rispetto allo sviluppo umano e affettivo di un bambino. I padri risultano spesso marginali o passivi, rassegnati all’idea che si tratti di una fase temporanea, destinata a concludersi con la crescita fisica del figlio.
Una riflessione necessaria su responsabilità, limiti e sul significato autentico del ruolo genitoriale in una società sempre più ossessionata dall’apparenza.

