La moda ironica ci può salvare?

da | Giu 22, 2024

Oggi la mia attenzione è stata catturata da una fotografia su Instagram di Davide Perella. La prima associazione che mi è venuta in mente, con un tocco di ironia, è stata quella dei sabot immortalati nell’immagine con il conosciutissimo “Ballo del qua qua” di Albano e Romina. Tuttavia, questa riflessione iniziale mi ha portato a pensare più profondamente. Viviamo in un’epoca in cui i social network pervadono la nostra esistenza, influenzando in modo significativo le dinamiche sociali, il modo di interagire con gli altri, di pensare, di comportarsi e persino di educare. I social media, dunque, non solo condizionano le nostre vite, ma arrivano a plasmarle. Di conseguenza, emerge una sorta di dipendenza dall’essere giudicati per il nostro aspetto e per ciò che indossiamo, alimentando il desiderio di incarnare stereotipi che riteniamo più attraenti. Questo processo può compromettere la nostra autostima, poiché tendiamo a misurarci costantemente con standard spesso irraggiungibili.

Nonostante ciò, esistono individui che scelgono di non seguire la corrente, continuando a sostenere fermamente i propri ideali. Questi ultimi sono spesso etichettati come “sfigati” ed emarginati, e purtroppo sono frequentemente vittime di atti di bullismo, sia psicologico che fisico. Queste violenze, che inizialmente erano partite come critiche, si manifestano poi nello sviluppo caratteriale dell’individuo e possono portare a disturbi psichici come la depressione, disturbi d’ansia e di alimentazione. 

Pertanto, l’ancora di salvezza per essere al centro delle attenzioni, evitando il pericolo di essere valutati secondo la scala di valori estetici imposta da una società che idolatra la perfezione, è presentarsi con un messaggio di benessere personale, proclamando a tutti: “Sono felice!”. Quale immagine migliore di un atteggiamento ironico può rappresentare in modo più semplice ed efficace il nostro stato di positività? Una figura ironica può essere più invidiata di una austera e noiosa? Certo che sì, poiché la noia può rendere antipatici, se non addirittura insopportabili. Volutamente ho preso in considerazione gli estremi opposti: l’ironia e la noia. Tuttavia, tra questi due poli esiste una vasta gamma di varianti che possono essere giudicate sia positivamente che negativamente. Più l’ago della scala si avvicina alla tacca dell’allegria, più proiettiamo un’immagine legata al nostro benessere.

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Giuseppe Mazzei

Esperienza di 38 anni nel campo della moda come fashion designer e fashion consultant freelence, in Italia e all'estero UK, Cina, Russia, Turchia, realizzando campionari di abbigliamento. Opera facendo inizialmente una ricerca trasversale di tendenze raccogliendo notizie, dai cambiamenti sociali, di pensiero, della moda, dello spettacolo, dell'interior design , del locomotive, musicali, delle subculture per capire cosa piacerà al cliente finale e con quale criterio comprerà, per poi studiare il prodotto.

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